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FALCO DAY TOUR

Dopo un’attenta preparazione logistica e pulizia dei sentieri, la FFR Crew è pronta a farvi provare le sensazioni di una giornata epica all’insegna dell’Enduro/Freeride. Il nuovo itinerario FALCO DAY TOUR è stato testato per intero il 26 Giugno dai membri della crew che hanno dedicato un’intera giornata alla ricognizione per vivere l’esperienza in prima persona.16062015-FFr_154Al mattino si sono misurati con un primo dislivello negativo di oltre 1.500m all’interno della Rincine Trail Area nei sentieri di Ratoio, Motta, I Mandri e l’Oca, con l’ausilio degli shuttles per le risalite. I sentieri, come sempre in ottime condizioni e molto scorrevoli, hanno subito motivato la Crew che racconta così la giornata:

“Usufruendo di tre risalite con shuttle ci siamo sbizzarriti nell’incrociare i percorsi; siamo partiti dall’Oca che con le numerose curve e la relativa pendenza è di aiuto per un buon riscaldamento. Dopo una prima risalita, arrivati a Faggio Tondo, ci aspettavano i due trails Motta e Oca: questo abbinamento crea un trail molto lungo e tanto guidato che, se fatto tutto di un fiato, si fa sentire.16062Una volta risaliti con lo shuttle a Faggio Tondo, abbiamo percorso il Ratoio con proseguo sui Mandri: la guida è cambiata completamente perché il primo è molto veloce e presenta alcune parti tecniche su pietre, mentre il secondo inizia molto flow e prosegue in un canalone di sponde molto suggestivo per finire di nuovo in una bella pietraia.

La terza discesa ci ha portato, sempre attraverso il Ratoio, al campeggio per il pranzo, puntuali per le 12.30.160653Seduti al fresco del Camping Campo all’Oca con un bel piatto di pasta davanti, il morale alle stelle e il sorriso stampato in fronte, se ci avessero detto che la giornata era conclusa saremmo già stati decisamente soddisfatti; in realtà la mattina era solo il preludio di un pomeriggio memorabile.

Ore 14.00, caricate le bici siamo partiti sullo shuttle FFR direzione Stia verso il Monte Falterona: il trasferimento di circa 50 minuti può sembrare lungo, ma il paesaggio, la natura con i suoi profumi e soprattutto il gruppo di bikers con l’adrenalina a mille hanno fatto sì che la salita sembrasse brevissima. Specialmente negli ultimi km prima di arrivare a Piancancelli, il paesaggio cambia avvolgendo la strada in una bellissima foresta di Faggi.16062015-FFr_154Scaricate le bici è iniziata l’unica vera parte di dislivello positivo da affrontare pedalando circa 20 minuti. Raggiunta la vetta di Monte Falco a 1.658m, non abbiamo potuto non fare una sosta per godere del panorama mozzafiato che spazia dal Cimone, alla valle del Mugello per arrivare fino alla pianura padana e alle coste dell’Adriatico.160620 nmDa Monte Falco è iniziato il puro godimento che ha ripagato tutta le fatica del trasferimento e della pedalata (provare per credere!). 9.5 chilometri di sola discesa con 1.150 metri di dislivello negativo fra alberi secolari, sponde naturali, single tracks e tratti veloci.

Il sentiero inizia largo all’interno di una bellissima faggeta dove il dislivello scende costante e la buona visibilità permette di sbizzarrirsi andando a prendere tutte le sponde naturali e giocando con dossi e avvallamenti del sentiero. Dopo un falsopiano inizia la discesa più tecnica con terreno sconnesso ma sempre da percorrere con andatura allegra fra curve lunghe mescolate a tornantini da spazzolare con la ruota posteriore.1606Siamo arrivati così alla sorgente dell’Arno dove ci siamo scattati la foto di rito davanti ai versi di Dante Alighieri. Siamo poi partiti alla volta di una seconda interminabile discesa, tirata a lucido senza snaturarne in alcun modo il fondo. Qui il flow è continuo fino ad arrivare ad una meravigliosa faggeta dove si può aprire ancora un po’ il gas e giocare con qualche salto naturale.160015-FFr_154Dopo una breve risalita ci siamo goduti un single track che parte molto veloce per poi entrare in una parte più tecnica e scoscesa, dapprima stretta e tortuosa, per poi lasciare il posto a una pietraia larga e divertentissima. Siamo rientrati poi in single track per quella che potrebbe sembrare la parte finale di questo trail infinito, ma che in realtà è solo il preambolo di una sezione successiva su carrareccia dove divertirsi a scegliere le linee in curva, fare qualche bunny hop e qualche salto sugli ostacoli naturali.160_154Come se non bastasse, al termine della carrareccia, un’ultima parte stretta con curve tecniche ci ha portati al termine dell’avventura con un sorriso che non si poteva più celare sotto la mentoniera del casco.1154Oltre all’aspetto del puro divertimento, il tour ci ha dato modo di ammirare il rifugio militare di Monte Sodo, gli splendidi panorami durante la breve salita a Monte Falco e Bocca Pecorina, la meravigliosa foresta Casentinese che delizia anche l’olfatto con i suoi profumi, la sorgente del fiume che bagna Firenze, l’abitato di Vallucciole ed infine la frana del paese di Serelli.”

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